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Dott.ssa Maura Tamagnone – Logopedista Poliambulatorio VillaIris

“Nulla sarebbe più faticoso che mangiare e bere se Dio, oltre a una necessità, non ne avesse fatto un piacere”.Voltaire

Mangiare e bere sono funzioni primarie. A queste funzioni è associato piacere e, in caso contrario, il non piacere, la sofferenza.

Non tutti ne sono sempre consapevoli, ma il mangiare è anche un atto con un intrinseco forte valore culturale.

In Italia, il cibo è inteso non come un mero fenomeno nutrizionale, che ci permette di apportare all’organismo le energie necessarie alla sopravvivenza, ma piuttosto come sintesi di un insieme di valori storici, etici e culturali.

Sedersi attorno a una tavola e mangiare in compagnia, rinsalda i legami di parentela e amicizia e facilita i processi di coesione sociale. Preparare il cibo, scambiarlo, consumarlo con altre persone condividendone il piacere e i segreti, dà valore ai rapporti, al tempo dedicato all’altro, al buono e al bello delle esperienze sensoriali.

In poche parole, il cibo è inteso come piacere e come atto sociale.

Soltanto chi non riesce più a deglutire adeguatamente può comprendere che cosa abbia perso: l’indipendenza di nutrirsi, il piacere di mangiare quello che si desidera senza la paura di soffocare.

Chi presenta una difficoltà di deglutizione deve potersi alimentare senza correre rischi e purtroppo non sempre si riesce a bilanciare sicurezza e soddisfazione. Alcune preparazioni alimentari, magari tanto gradite, possono risultare molto pericolose per chi soffre di disfagia.

Pertanto, durante la preparazione dei pasti, è fondamentale seguire sempre scrupolosamente le raccomandazioni fornite dagli specialisti durante le visite.

CHE COS’E’ LA DISFAGIA?

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La disfagia è il disturbo della deglutizione che può causare l’ingresso di cibo, bevande, farmaci, saliva, contenuti gastrici nelle vie aeree.

Si verifica quando un boccone va di traverso, perché il cibo, invece di scendere nell’esofago e nello stomaco, va nelle vie respiratorie e nei polmoni. Può manifestarsi improvvisamente con tosse, difficoltà respiratorie, voce alterata e gorgogliante.

La disfagia con le sue più drammatiche conseguenze (aspirazione, polmonite ab ingestis, malnutrizione) è un’evenienza talora sottovalutata, mentre richiederebbe di essere più ampiamente conosciuta e considerata da tutti.

A CHI CI SI DEVE RIVOLGERE IN CASO DI DISFAGIA?

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Il foniatra e il logopedista sono le figure professionali che, per la loro competenza specifica, si occupano dei disturbi di deglutizione.

Il foniatra è il medico specialista. Il logopedista è il riabilitatore competente. Il poliambulatorio Villa Iris offre un servizio di logopedia e foniatria. È una patologia molto presente e seguita anche nella Casa di Cura VillaIris ove è possibile offrirla anche sul paziente fragile e geriatrico ricoverato.

PERCHE’ SI DIVENTA DISFAGICI?

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La disfagia può manifestarsi in modo conclamato, con segni clinici evidenti, oppure progredire silentemente, in modo molto più subdolo e rischioso.

Il costante aumento dell’incidenza di disfagia è riconducibile essenzialmente a quattro cause:

  • la crescita dell’età media della popolazione;

  • l’aumento degli incidenti stradali (traumi cranici);

  • l’aumento delle patologie cerebrovascolari (ad es. l’ictus);

  • la maggiore diffusione della chirurgia demolitiva cervico-encefalica (per tumori alla testa e al collo);

  • malattie degenerative e neuromuscolari (ad es. morbo di Parkinson, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica).

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELLA DISFAGIA?

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Focus sulla Disfagia

La più grave complicanza della disfagia è la polmonite da aspirazione (Polmonite ab ingestis) provocata dall’ingresso di liquidi ed alimenti nelle vie aeree.

Alla disfagia sono correlate anche la malnutrizione e la disidratazione, conseguenti al minor apporto nutrizionale.

Infine, ma non da ultimo, nelle persone affette da disfagia, è stata dimostrata una diminuzione della qualità della vita.

CAMPANELLI D’ALLARME

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  • Tosse o sensazione di soffocamento mentre il paziente beve o mangia subito dopo o entro 2-3 minuti dalla deglutizione di un boccone

  • Incapacità a formare il bolo

  • Difficoltà a spingere con la lingua il cibo verso la faringe, per cui quest’ultimo viene trattenuto in bocca

  • Comparsa di voce velata o gorgogliante

  • Fuoriuscita di cibi o bevande dal naso

  • Presenza di rialzo termico senza cause evidenti

  • Aumento della salivazione

  • Presenza di catarro

COSA DEVE E PUO’ MANGIARE UNA PERSONA DISFAGICA?

In base alla diagnosi formulata dal medico foniatra, il logopedista fornisce indicazioni personalizzate in merito alle proprietà fisiche degli alimenti seguendo principalmente tre criteri: sicurezza, autonomia durante l’alimentazione, preferenze alimentari.

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Una campagna informativa in collaborazione con:

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